Non fatti per possedere ma per essere di qualcuno.
Appartenere a qualcosa e a qualcuno.
A Dio, ai nostri cari, amici, amori. Passioni, speranze,
sogni.
Essere felici solo se qualcuno o qualcosa ci cattura, ci
prende, e decide di non lasciarci più andare.
Appartenere alla famiglia, papà e mamma o meglio un uomo e
una donna che si sono amati ed hanno preteso che venissimo al mondo. Per questo
gli apparteniamo.
Appartenere ad un amico, ad un gruppo, una compagnia. Nostri
affini anche se spesso diversi, ma appartenenti alla nostra stessa esperienza,
per nostro insindacabile giudizio. Incrociandoci nelle nostre vite ci siamo scelti, ognuno ha scelto l’altro per
l’altro fino a far nascere un’appartenza, un legame, un’amicizia.
Appartenere ad un amore, ragazzo ragazza. Dipende se si
vuole o se si ama, dal primo bacio verso il gesto più bello sempre se dovrà
essere. Lasciarsi andare perché lei o lui è il migliore al mondo e non lo dice
lei o lui ma io.
Appartenere ad un sogno, un ideale, un semplice progetto, che
ci farà, costruttori di qualcosa anch’esso più grande di noi. Per questo siamo
pronti a non rinunciare, non abbatterci, non attendere il domani per incominciare,
ma avere un motivo vero che ci carica di energia per stare su dal letto già
oggi.
Sapere che per quanto ci sentiamo e desideriamo essere
liberi in fin dei conti non lo siamo, perché già Dio prima di altri, ha deciso
da solo di amarci, ci ha dato una famiglia, degli amici, ci ha dato la sua vita.
Così noi ci possiamo sentire fortunati, amati, sul palmo
della mano del Padre a cui apparteniamo.
| inviato da
scuscu il 12/2/2009 alle 20:35 | |